Dietologia

Obesità

Una malattia cronica, non una questione di volontà.

L'obesità si sviluppa quando il grasso corporeo è in eccesso, e tende a durare e a ripresentarsi. Va curata come si curano il diabete o l'ipertensione: con continuità.

Una paziente a colloquio con la dottoressa

Perché "mettersi a dieta" non basta

Trattare l'obesità come una condizione passeggera, da risolvere con qualche mese di dieta, porta quasi sempre allo stesso esito: il peso torna, e con lui la frustrazione. Non è una mancanza di impegno. È il comportamento tipico di una malattia cronica, che ha bisogno di una cura mantenuta nel tempo e adattata man mano.

Cosa comporta per la salute

L'obesità aumenta il rischio di altre malattie croniche:

  • malattie del cuore e dei vasi, ictus compreso;
  • diabete di tipo 2;
  • steatosi epatica ("fegato grasso");
  • alcune forme di tumore.

Può inoltre limitare le attività di ogni giorno e pesare sulla qualità della vita, anche sul piano psicologico. Curarla riduce questi rischi.

A chi rivolgersi

Gli specialisti di riferimento sono il diabetologo e l'endocrinologo. Possono riconoscere eventuali squilibri ormonali o metabolici, inquadrare correttamente la situazione e stabilire il percorso: correzione dello stile di vita e, quando serve, terapia farmacologica.

La terapia farmacologica

Negli ultimi anni sono arrivati farmaci che agiscono sugli ormoni che regolano fame e sazietà.

  • Semaglutide imita il GLP-1, un ormone prodotto dall'intestino che aumenta il senso di sazietà e riduce l'appetito.
  • Tirzepatide agisce su due ormoni insieme, GLP-1 e GIP.

Entrambi si somministrano con un'iniezione sottocutanea una volta alla settimana.

Sono indicati in presenza di obesità (indice di massa corporea pari o superiore a 30) oppure di sovrappeso (tra 27 e 30) associato a malattie legate al peso. Devono essere prescritti e controllati da un medico: sono una terapia ormonale, non un trattamento estetico.

Iniezione sottocutanea con penna preriempita

Il percorso in due fasi

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Fase 1

La valutazione

Prima di iniziare un farmaco per il controllo del peso bisogna conoscere la persona:

la storia clinica e le malattie associate

le terapie già in corso

le abitudini alimentari e il livello di attività fisica

il profilo metabolico e i fattori di rischio per cuore e vasi (voto metabolico)

la composizione corporea, misurata con l'impedenziometria (BIA)

gli esami del sangue

le possibili controindicazioni

obiettivi realistici, concordati insieme

Da qui nascono il piano alimentare personalizzato e, se indicata, la prescrizione del farmaco.

Il fai da te è rischioso proprio perché salta questo passaggio, che è il più importante.

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Fase 2

Il monitoraggio

Iniziata la terapia, i controlli periodici servono a quattro cose.

Regolare la dose

Si parte dalla dose minima e si sale per gradi, all'incirca ogni quattro settimane, in base a come il farmaco viene tollerato e a come risponde l'organismo.

Gestire gli effetti collaterali

I più comuni riguardano stomaco e intestino: nausea, vomito, stitichezza o diarrea. Vanno riferiti e seguiti, non sopportati in silenzio.

Controllare gli esami

Le analisi del sangue ripetute nel tempo dicono come stanno cambiando il rischio metabolico e quello cardiovascolare.

Proteggere i muscoli

Dimagrire in salute significa perdere grasso, non massa muscolare. L'impedenziometria ripetuta ai controlli e una guida nutrizionale adeguata servono a questo, e a costruire abitudini che reggano anche quando la terapia finisce.

Parlane in visita

Se convivi con l'obesità e vuoi capire quale percorso è adatto a te, il primo passo è una valutazione clinica.