Dietologia
Una malattia cronica, non una questione di volontà.
L'obesità si sviluppa quando il grasso corporeo è in eccesso, e tende a durare e a ripresentarsi. Va curata come si curano il diabete o l'ipertensione: con continuità.
Trattare l'obesità come una condizione passeggera, da risolvere con qualche mese di dieta, porta quasi sempre allo stesso esito: il peso torna, e con lui la frustrazione. Non è una mancanza di impegno. È il comportamento tipico di una malattia cronica, che ha bisogno di una cura mantenuta nel tempo e adattata man mano.
L'obesità aumenta il rischio di altre malattie croniche:
Può inoltre limitare le attività di ogni giorno e pesare sulla qualità della vita, anche sul piano psicologico. Curarla riduce questi rischi.
Gli specialisti di riferimento sono il diabetologo e l'endocrinologo. Possono riconoscere eventuali squilibri ormonali o metabolici, inquadrare correttamente la situazione e stabilire il percorso: correzione dello stile di vita e, quando serve, terapia farmacologica.
Negli ultimi anni sono arrivati farmaci che agiscono sugli ormoni che regolano fame e sazietà.
Entrambi si somministrano con un'iniezione sottocutanea una volta alla settimana.
Sono indicati in presenza di obesità (indice di massa corporea pari o superiore a 30) oppure di sovrappeso (tra 27 e 30) associato a malattie legate al peso. Devono essere prescritti e controllati da un medico: sono una terapia ormonale, non un trattamento estetico.
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Fase 1
Prima di iniziare un farmaco per il controllo del peso bisogna conoscere la persona:
la storia clinica e le malattie associate
le terapie già in corso
le abitudini alimentari e il livello di attività fisica
il profilo metabolico e i fattori di rischio per cuore e vasi (voto metabolico)
la composizione corporea, misurata con l'impedenziometria (BIA)
gli esami del sangue
le possibili controindicazioni
obiettivi realistici, concordati insieme
Da qui nascono il piano alimentare personalizzato e, se indicata, la prescrizione del farmaco.
Il fai da te è rischioso proprio perché salta questo passaggio, che è il più importante.
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Fase 2
Iniziata la terapia, i controlli periodici servono a quattro cose.
Si parte dalla dose minima e si sale per gradi, all'incirca ogni quattro settimane, in base a come il farmaco viene tollerato e a come risponde l'organismo.
I più comuni riguardano stomaco e intestino: nausea, vomito, stitichezza o diarrea. Vanno riferiti e seguiti, non sopportati in silenzio.
Le analisi del sangue ripetute nel tempo dicono come stanno cambiando il rischio metabolico e quello cardiovascolare.
Dimagrire in salute significa perdere grasso, non massa muscolare. L'impedenziometria ripetuta ai controlli e una guida nutrizionale adeguata servono a questo, e a costruire abitudini che reggano anche quando la terapia finisce.
Se convivi con l'obesità e vuoi capire quale percorso è adatto a te, il primo passo è una valutazione clinica.