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Obesità e fegato

Sovrappeso e obesità possono portare alla steatosi epatica, il "fegato grasso". Come si riconosce presto e come si cura con l'alimentazione.

Un modello anatomico del fegato sulla scrivania del medico

Mantenere un peso adeguato non è una questione estetica: serve a prevenire e curare diverse malattie, comprese quelle del fegato.

Il fegato grasso

Chi è in sovrappeso e ha glicemia alta, resistenza all’insulina, grassi nel sangue alterati, pressione alta o grasso addominale può sviluppare una steatosi epatica non alcolica: un accumulo di grasso nel fegato che non dipende dal consumo di alcol.

In alcuni casi la steatosi si infiamma (steatoepatite) e, col tempo, può evolvere in fibrosi e cirrosi.

Fegato grasso e diabete di tipo 2

La steatosi epatica è molto frequente in chi ha il diabete di tipo 2: può riguardare fino a 8 persone su 10. Obesità, grassi nel sangue alterati e resistenza all’insulina sono i suoi principali fattori di rischio.

Per questo, se hai il diabete, è utile controllare anche il fegato. Con uno screening mirato il diabetologo può riconoscere presto la steatosi e intervenire, riducendo il rischio di complicanze per il fegato e per il cuore.

Se hai il diabete di tipo 2, parlane con il tuo specialista: è il primo passo per la prevenzione.

Il diabete di tipo 2

Steatosi epatica e diabete, in 40 secondi. Il video non ha audio.

Riconoscerlo presto

Con un prelievo di sangue si misurano cinque parametri della funzione del fegato. Permettono di individuare precocemente una steatosi e di stimare il grado di infiammazione e di fibrosi.

La cura

Si basa su un protocollo alimentare specifico, povero di zuccheri e con un apporto normale di proteine, accompagnato da integrazione. L’obiettivo è ridurre il grasso viscerale e la resistenza all’insulina, e con queste l’infiammazione.

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