Diabetologia
Una condizione frequente in gravidanza, che si controlla bene se riconosciuta in tempo.
Si parla di diabete gestazionale quando la glicemia risulta alta per la prima volta durante la gravidanza, di solito nel secondo o nel terzo trimestre. Riguarda tra il 6 e il 14% delle gravidanze in Italia e in Europa.
In gravidanza la placenta produce ormoni che rendono l'organismo meno sensibile all'insulina. È un fenomeno normale. Per compensare, il pancreas della madre deve produrre più insulina: se non ci riesce abbastanza, la glicemia sale.
Di norma il diabete gestazionale scompare dopo il parto. Durante la gravidanza va però seguito con attenzione.
Età pari o superiore a 35 anni
Sovrappeso o obesità (indice di massa corporea da 25 in su)
Diabete gestazionale in una gravidanza precedente
Familiari con diabete di tipo 2
Un figlio nato con peso elevato (4,5 kg o più)
Con la curva da carico di glucosio (OGTT): si beve una soluzione con 75 grammi di glucosio e si misura la glicemia con alcuni prelievi di sangue.
Aumenta il rischio di pressione alta in gravidanza e di pre-eclampsia, e quello di sviluppare un diabete di tipo 2 negli anni successivi.
Può crescere troppo (macrosomia), con un parto più difficile o la necessità di un cesareo, e può avere la glicemia bassa subito dopo la nascita.
Con una glicemia tenuta nei valori questi rischi si riducono.
L'alimentazione. Meno zuccheri semplici, più carboidrati integrali a basso indice glicemico, sempre accompagnati da proteine e grassi sani.
Il movimento. Attività moderata, come una passeggiata ogni giorno, secondo le indicazioni del ginecologo.
L'automonitoraggio. La glicemia si misura regolarmente a casa.
I farmaci, se servono. Quando dieta e stile di vita non bastano a tenere i valori nella norma si ricorre all'insulina, o ad altri farmaci prescritti dallo specialista.
Il controllo dopo il parto. Tra 6 e 12 settimane dopo la nascita è consigliata una nuova curva da carico, per verificare che i valori siano tornati normali.